Affissione CONTRO LA GUERRA | CHEAP × EMERGENCY
Dopo la mostra CONTRO LA GUERRA, progetto di EMERGENCY curato da CHEAP e ospitato a Palazzo delle Esposizioni di Roma e ai Musei Civici di Reggio Emilia, alcune delle opere escono dai musei per entrare nello spazio pubblico.
Il 4 novembre — data in cui in Italia si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate — i poster arrivano in strada in cinque città: Bologna, Napoli, Roma, Livorno e Genova.
Un gesto collettivo, politico, di riappropriazione del simbolico: in un giorno che commemora una presunta vittoria militare, CHEAP ed EMERGENCY scelgono di spostare il discorso, di prendere parola contro la guerra e contro la sua normalizzazione, nei luoghi della vita quotidiana.
I poster sono firmati da CHEAP e da artiste e artisti internazionali: DeeMo, Camila Rosa, Luchadora, Jacopo Camagni, Coco Riot, Testi Manifesti, Dario Manzo, Joanna Gniady, Rita Petruccioli, Infinite e Tomo77.
Dall’Italia al Brasile, dalla Spagna alla Polonia: geografie lontane, immaginari diversi, uniti da una convinzione comune — nessuna guerra è inevitabile.
Solo a Bologna, l’affissione si arricchisce di una selezione di fotografie tratte dall’archivio storico di EMERGENCY, firmate da Francesco Cocco (Afghanistan, 2008), Paula
Bronstein (Afghanistan, 2016), Giles Duley (Iraq, 2017), Teba Sadiq (Iraq, 2022) e Mattia Velati (Iraq, 2009): immagini che restituiscono la concretezza e la continuità della guerra come dispositivo di distruzione dei corpi, dei luoghi e dei diritti.
CHEAP ed EMERGENCY condividono un rifiuto radicale della guerra, in ogni sua forma.
In un momento storico in cui la retorica bellica attraversa i media, il linguaggio politico e l’immaginario collettivo, credono sia necessario costruire alleanze tra chi si oppone a questa narrazione e rivendica la possibilità di immaginare un presente diverso.
Questa affissione è un atto politico e visivo, un intervento nello spazio pubblico come luogo di dissenso e di cura collettiva, un sabotaggio simbolico della normalizzazione della guerra.
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